Elia Lai

Elia Lai, di Antonio e Mariannica, nasce a Laconi il 30 dicembre del 1920. Di estrazione contadina, intraprende il lavoro nei campi e con i suoi genitori e la sorella Tommasa vive nella modesta dimora di Romaore. A 17 anni, forse spinto da un irrefrenabile slancio verso il mondo esterno, conosciuto attraverso le letture di giornali e romanzi, lascia la sua famiglia e la sua terra, parte volontario e si arruola nell’Esercito Italiano.
Durante il secondo conflitto mondiale combatte nelle Alpi occidentali, sul fronte francese. Partecipa all’avanzata delle truppe italiane, dalla Libia in Egitto. Dopo un lungo assedio da parte dell’esercito anglo-australiano viene catturato e fatto prigioniero a Bardia (Cirenaica), portato a Ismailia e poi internato nel campo di concentramento di Zonderwater (Sud Africa). Il triennio passato all’interno del campo, in assoluta prigionia, lo spinge a studiare, frequentando corsi di cultura generale presso la Scuola prigionieri di guerra ”Amedeo di Savoia Duca d’Aosta”.
In questo periodo compone le sue prime poesie in lingua sarda, principalmente in dialetto laconese, su diverse tematiche: la famiglia, l’infanzia, l’adolescenza, la fede e la devozione per Sant’Ignazio a cui attribuisce alcuni fatti miracolosi.
Grazie alla sua abilità nei lavori dei campi viene individuato tra i prigionieri e scelto da contadini boeri, padroni di una ”farm”, per la raccolta e la semina del granoturco. In questo periodo osserva, seppure da lontano, la vita ed il lavoro dei contadini neri, di varie etnie, in pieno Apartheid. Nel 1946 rientra a Laconi, con immensa gioia dei parenti che lo attendevano da quasi otto anni. Dal 1948 al 1952 lavora nelle cave di caolino e argilla, prosegue i suoi studi da autodidatta, grazie all’aiuto della Signora Ninetta Pinna, insegnante elementare del paese, e continua a coltivare la sua passione per la poesia.
Nel 1947 conosce una giovane laconese, Anna Cau, con cui si fidanza e si sposa. Da questa felice unione nascono cinque figli: Ignazio, Maria Luisa, Silvana, Maria Bonaria, Annarita. Questa unione è funestata dalla prematura perdita di Maria Luisa, nel 1989 e recentemente, nel 2003, dalla sua compagna di vita Anna.
Dopo un lungo servizio nel Corpo degli agenti di custodia (oggi polizia penitenziaria) presso la casa di lavoro all’aperto dell’Asinara e poi a Cagliari, oggi, ultraottantenne, continua a coltivare con lo stesso entusiasmo la sua passione per la poesia e conserva immutato l’amore per la sua Laconi.

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